martedì 18 settembre 2018

una vita da dottore

avevo 20 anni e avevo già  incontrato i  due grandi amori della mia vita:
la Medicina e la Fotografia

la mia futura attività di medico la immaginavo allora sotto un aspetto un po'  romantico e letterario, che  l'esperienza vera ha poi in fondo - in fondo confermato, seppure mitigato da una sana dose di pragmatismo, realismo e un poco di disinganno

il mio sguardo fotografico e  il mio gusto estetico erano già stati profondamente segnati dalla lezione di W. Eugene Smith e del suo country doctor, dal suo stile intriso di verismo sociale  - usate la verità come pregiudizio 

così, studente di Medicina imbevuto di begli ideali, quando un mio caro amico, più grande di me e giovane già affermato chirurgo, nonché esperto fotoamatore e mio mentore in entrambe le arti mi fece entrare in sala operatoria, naturalmente con la fotocamera appesa al camice, ho scattato con l'emozione e la partecipazione di un così grande coinvolgimento personale

adesso, dopo tanti anni di esperienza di vita, di fotografia e di medicina, anche se non di sala operatoria, questi vecchi negativi ritrovati,  anche se un po' graffiati, non mi sembrano poi così male e così immaturi e il sedimento del tempo trascorso li ha arricchiti oltre che di un valore affettivo anche di un significato  storico - documentale












7 commenti:

  1. Ma ... bellissime!
    Vecchi rullini, anche graffiati ma graffianti ancora.
    Cerca ancora in soffitta, Marco. Chissà cos'altro si nasconde.

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  2. Emozionanti Marco. Complimenti già allora dimostravi talento!
    Ciao Nicola

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  3. Bellissime luci e ombre, inquadrature perfette. Avrai anche avuto vent'anni, ma che vent'anni!
    E poi volti concentrati e rassicuranti.
    (Un bel dotor ghe xe!) Susi

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    1. Grazie mille Susi e come diceva tua nonna, no xe niente de più bel de un bel dotor !

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