la libertà di stampa è sempre minacciata, anche da certi attuali pronunciamenti governativi, ma non certamente da chi si esprime così
venerdì 2 novembre 2018
domenica 28 ottobre 2018
conca fallata
è una di quella dozzina circa di "conche" - cioè chiuse - che consentivano la navigabilità del Naviglio Pavese, superando i dislivelli esistenti tra Milano e Pavia
e venne detta fallata a causa degli errori di progettazione e costruzione che ne interruppero la realizzazione nel '600
fu solo circa due secoli dopo, grazie anche agli interventi di Maria Teresa d' Austria e poi di Napoleone e quindi nuovamente del governo austroungarico che la costruzione dell' intero canale navigabile tra Milano e il Ticino a Pavia venne ultimata
dalla fine degli anni '70 del secolo scorso poi il Naviglio Pavese è stato però "degradato" da navigabile a semplice canale irriguo, così che le conche prive della loro funzione iniziale hanno adesso solamente un interesse storico e paesaggistico
alcuni anni fa la Conca Fallata ha subito un' opera di restauro, senza tuttavia poter recuperare la navigabilità, con un tentativo invece di ottenere energia pulita con l' installazione di una centralina idro-elettrica
ecco alcune immagini di pochi anni or sono, in attesa di scoprire l'esito di un ulteriore intervento di recupero conservativo, che è in questi mesi in corso
e venne detta fallata a causa degli errori di progettazione e costruzione che ne interruppero la realizzazione nel '600
fu solo circa due secoli dopo, grazie anche agli interventi di Maria Teresa d' Austria e poi di Napoleone e quindi nuovamente del governo austroungarico che la costruzione dell' intero canale navigabile tra Milano e il Ticino a Pavia venne ultimata
dalla fine degli anni '70 del secolo scorso poi il Naviglio Pavese è stato però "degradato" da navigabile a semplice canale irriguo, così che le conche prive della loro funzione iniziale hanno adesso solamente un interesse storico e paesaggistico
alcuni anni fa la Conca Fallata ha subito un' opera di restauro, senza tuttavia poter recuperare la navigabilità, con un tentativo invece di ottenere energia pulita con l' installazione di una centralina idro-elettrica
ecco alcune immagini di pochi anni or sono, in attesa di scoprire l'esito di un ulteriore intervento di recupero conservativo, che è in questi mesi in corso
lunedì 15 ottobre 2018
Liuteria
la musica è spesso il tema della mia fotografia
in particolare nel suo aspetto propriamente fisico, che riguardi la sua genesi materiale attraverso l' interazione tra corpo fisico del musicista e strumento oppure la fabbricazione manuale dello strumento stesso, come nel caso dell' artigiano liutaio o del musicista che è anche liutaio di se stesso
ritorno allara al tema della liuteria, che molto mi attrae dal punto di vista fotografico:
ecco un' altra serie di immagini dedicate ad alcuni allievi di una scuola di quest' arte nella quale la patria di Stradivari davvero eccelle
in particolare nel suo aspetto propriamente fisico, che riguardi la sua genesi materiale attraverso l' interazione tra corpo fisico del musicista e strumento oppure la fabbricazione manuale dello strumento stesso, come nel caso dell' artigiano liutaio o del musicista che è anche liutaio di se stesso
ritorno allara al tema della liuteria, che molto mi attrae dal punto di vista fotografico:
ecco un' altra serie di immagini dedicate ad alcuni allievi di una scuola di quest' arte nella quale la patria di Stradivari davvero eccelle
Leica M9 - Summilux 50 mm preASPH
lunedì 8 ottobre 2018
martedì 2 ottobre 2018
la chitarra e la bicicletta
Una vecchia chitarra abbandonata, gettata via, ha terminato la sua corsa
la vecchia bici parcheggiata, invece, in attesa di ripartire ancora
la vecchia bici parcheggiata, invece, in attesa di ripartire ancora
venerdì 28 settembre 2018
firenze in stile alinari
ho gia parlato qui della mia passione “senile” per la fotografia a foro stenopeico
per qualche giorno a Firenze, anche là allora ho fatto qualche scatto con il tappo corpo - macchina della mia Leica M6 dotato del microscopio forellino
per l’atmosfera e la resa dei risultati ottenuti oltre che per la suggestione del luogo non ho potuto non pensare alle immagini storiche della famiglia Alinari
pionieri della Fotografia in Italia, i Fratelli Alinari di Firenze, attivi fin dal 1852, sono la più antica azienda tuttora operante nel mondo nel campo della fotografia
5 milioni di lastre e negativi custoditi nel loro immenso archivio, la storia italiana e di molte parti del mondo è raccontata dalle loro immagini, da metà ‘800 ai giorni nostri, negli svariati campi della cultura, del costume, del paesaggio, del lavoro e della società
l’attività editoriale di Casa Alinari sforna numerosi bellissimi volumi fotografici di grande pregio storico e documentale e il laboratorio fotografico è in grado di produrre tuttora con le antiche tecniche d’epoca oppure con le moderne tecnologie digitali fine art, stampe e riproduzioni delle antiche lastre e dei vecchi negativi, in vendita per gli amatori
presso la sede, che si trova proprio nell’omonimo Largo Alinari, vengono organizzate anche visite guidate, che permettono attraverso la visione degli antichi archivi, delle collezioni e dei moderni laboratori di ripercorrere una parte importante della ormai presto bi-centenaria storia della Fotografia
per qualche giorno a Firenze, anche là allora ho fatto qualche scatto con il tappo corpo - macchina della mia Leica M6 dotato del microscopio forellino
per l’atmosfera e la resa dei risultati ottenuti oltre che per la suggestione del luogo non ho potuto non pensare alle immagini storiche della famiglia Alinari
pionieri della Fotografia in Italia, i Fratelli Alinari di Firenze, attivi fin dal 1852, sono la più antica azienda tuttora operante nel mondo nel campo della fotografia
5 milioni di lastre e negativi custoditi nel loro immenso archivio, la storia italiana e di molte parti del mondo è raccontata dalle loro immagini, da metà ‘800 ai giorni nostri, negli svariati campi della cultura, del costume, del paesaggio, del lavoro e della società
l’attività editoriale di Casa Alinari sforna numerosi bellissimi volumi fotografici di grande pregio storico e documentale e il laboratorio fotografico è in grado di produrre tuttora con le antiche tecniche d’epoca oppure con le moderne tecnologie digitali fine art, stampe e riproduzioni delle antiche lastre e dei vecchi negativi, in vendita per gli amatori
presso la sede, che si trova proprio nell’omonimo Largo Alinari, vengono organizzate anche visite guidate, che permettono attraverso la visione degli antichi archivi, delle collezioni e dei moderni laboratori di ripercorrere una parte importante della ormai presto bi-centenaria storia della Fotografia
martedì 18 settembre 2018
una vita da dottore
avevo quasi 18 anni e avevo già incontrato i due grandi amori della mia vita:
la Medicina e la Fotografia
la mia futura attività di medico la immaginavo allora sotto un aspetto un po' romantico e letterario, che l'esperienza vera ha poi in fondo in fondo confermato, seppure mitigato da una sana dose di pragmatismo, realismo e un poco di disinganno
il mio sguardo fotografico e il mio gusto estetico erano già stati profondamente segnati dalla lezione di W. Eugene Smith e del suo country doctor, dal suo stile intriso di verismo sociale - usate la verità come pregiudizio
così, futuro studente di Medicina imbevuto di begli ideali, quando un mio caro amico, più grande di me e giovane già affermato chirurgo, nonché esperto fotoamatore e mio mentore in entrambe le arti mi fece entrare in sala operatoria, naturalmente con la fotocamera appesa al camice, ho scattato con l'emozione e la partecipazione di un così grande coinvolgimento personale
adesso, dopo tanti anni di esperienza di vita, di fotografia e di medicina, anche se non di sala operatoria, questi vecchi negativi ritrovati, anche se un po' graffiati, non mi sembrano poi così male e così immaturi e il sedimento del tempo trascorso li ha arricchiti oltre che di un valore affettivo anche di un significato storico - documentale
la Medicina e la Fotografia
la mia futura attività di medico la immaginavo allora sotto un aspetto un po' romantico e letterario, che l'esperienza vera ha poi in fondo in fondo confermato, seppure mitigato da una sana dose di pragmatismo, realismo e un poco di disinganno
il mio sguardo fotografico e il mio gusto estetico erano già stati profondamente segnati dalla lezione di W. Eugene Smith e del suo country doctor, dal suo stile intriso di verismo sociale - usate la verità come pregiudizio
così, futuro studente di Medicina imbevuto di begli ideali, quando un mio caro amico, più grande di me e giovane già affermato chirurgo, nonché esperto fotoamatore e mio mentore in entrambe le arti mi fece entrare in sala operatoria, naturalmente con la fotocamera appesa al camice, ho scattato con l'emozione e la partecipazione di un così grande coinvolgimento personale
adesso, dopo tanti anni di esperienza di vita, di fotografia e di medicina, anche se non di sala operatoria, questi vecchi negativi ritrovati, anche se un po' graffiati, non mi sembrano poi così male e così immaturi e il sedimento del tempo trascorso li ha arricchiti oltre che di un valore affettivo anche di un significato storico - documentale
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