guidate piano per favore!
un’attenzione particolare ai piccoli felini, un piccolo segno di civiltà
una città dove al contrario che a Milano sono le automobili che si devono adeguare alla vita delle persone e degli animali
Graz. 2026
la fotografia come strumento per leggere la vita
guidate piano per favore!
un’attenzione particolare ai piccoli felini, un piccolo segno di civiltà
una città dove al contrario che a Milano sono le automobili che si devono adeguare alla vita delle persone e degli animali
Graz. 2026
la fotografia nasce da un incontro
il fotografo, la sua persona, le sue emozioni, il suo background culturale, i suoi interessi
e il mondo reale, con cui egli interagisce tramite la sua fotocamera, strumento mediatore tra preconcezione personale e realtà
la macchina fotografica, un mediatore non neutro né passivo, plasmabile dal fotografo ma dotato anche di un certo suo grado di autonomia, di imprevista risposta, strumento in grado di trasformare il reale oltre il mero risultato documentale
in Fotografia però vige sempre il fatto che il risultato prodotto nasce da un’interpretazione del vero di cui il fotografo è stato personalmente testimone
la prima di queste due fotografie è la scena reale che si è offerta al mio sguardo a Venezia e l’impulso a scattare è stato l’atteggiamento della donna in attesa (paziente?) che il suo accompagnatore terminasse di fare le sue fotografie, memore io delle tante occasioni in cui ho vissuto a mia volta la stessa situazione accompagnato da mia moglie, non sempre felice di dovermi aspettare
poi nella seconda immagine ho provato a utilizzare uno di quei potenti strumenti di intelligenza artificiale capaci di modificare le fotografie
come con un colpo di bacchetta magica ho eliminato la figura femminile, stravolgendo così completamente il risultato visivo, lontanissimo dall’impulso emotivo che la scena reale aveva suscitato in me
per me la prima immagine è una fotografia, nel vero senso che io do alla parola
la seconda è solo illustrazione, avrei potuto ottenerla anche senza muovermi da casa utilizzando uno qualsiasi dei moderni strumenti di creazione digitale: non dice nulla di me fotografo, del mio pormi, sentire e emozionarmi davanti alla vita vera
il movimento ondeggiane della gonna ha qualcosa di magico
sembra contenere e evocare tutto il fascino e la grazia femminili, come questa una volta celebre canzone ottocentesca sugeriva
in questa fotografia c'è anche il fascino della musica suonata da una giovane e talentuosa violinista
la questione è di vecchia data
specie in una città come Milano, dove diversamente da molte altre grandi città italiane o europee i muri sono spesso imbrattati non da murales, che sono vere opere d'arte di strada, ma da scritte, tag, ghirigori vari il più delle volte senza senso e di valore artistico alcuno, suscitando lo scandalo dei cosiddetti benpensanti
penso che il fenomeno sia probabilmente espressione dell'esistenza di un disagio culturale e sociale, sprovvisto dei mezzi per incanalarsi in messaggi e comunicazione politica o in azioni concrete ed efficaci
altre volte invece i muri, come sempre è stato fin dai tempi della Roma antica (😄😄😄😄) o delle pasquinate di quella papale, raccolgono l'autentica manifestazione della protesta sociale e della critica politica
e a volte ciò avviene con grande e pregevole ironia, particolarmente attuale nell'odierno contesto italiano
è sempre necessaria questa giornata
per le donne e ancor più per noi uomini, anche per i più sensibili alle istanze di rispetto e parità, ma purtroppo sempre imbevuti degli stereotipi e del clima patriarcale in cui siamo cresciuti e viviamo