giovedì 1 settembre 2016

la mia orchestra suona il rock

esiste unicamente la distinzione tra musica bella e musica brutta
questa era l' opinione di Leonard Bernstein, citata da John Axelrod nel suo personale ricordo del celebre maestro, che lo avviò alla carriera direttoriale.

chi ama la musica può preferire un genere a un altro, la classica, l' opera, piuttosto che il rock o il jazz o il pop, ma la musica bella è sempre un piacere

poi ci sono le contaminazioni:
le influenze che un genere può esercitare sull' altro, come i motivi popolari presi a ispirazione, citati e sviluppati in composizioni classiche (dagli Strauss a Mahler, da Ciaikovski a Bartok, da Debussy a Stravinsky, per fare solo qualche esempio)  oppure interpretazioni jazz o pop di brani classici, come nel caso della collaborazione di Paolo Tomelleri con l 'Orchestra Verdi

qui però voglio ricordare un lavoro particolare, una vera fusione tra classica e rock,  quel Concert for group and orchestra dei Deep Purple, nel quale una band  si esibisce sul palco insieme a un' orchestra sinfonica tradizionale:
è una composizione di Jon Lord, musicista rock di formazione classica

un ' opera in cui il "concertato" tra group e orchestra ricorda da vicino il dialogo tra solisti e tutti della miglior tradizione compositiva  della musica "colta".

il lavoro è stato brillantemente presentato poche settimane fa da La Verdi  di Milano

ospiti un cantante e un chitarrista rock, gli altri ruoli della band, batteria, tastiere e organo Hammond, basso,  nonchè il ruolo direttoriale sul podio, sono stati tutti interpretati  da professori dell' orchestra stessa, a ulteriore dimostrazione del grande valore artistico, eclettismo, vivacità e personalità dei musicisti di questa brillante compagine sinfonica milanese
























martedì 30 agosto 2016

milano in agosto

in queste settimane di fine agosto la città è ancora vuota e  i turisti la fanno da  padroni quasi assoluti

le colonne di San Lorenzo sembrano essere tutte per loro





venerdì 26 agosto 2016

posti liberi

anzichè la consueta donna sola che spesso richiama il mio sguardo e la mia curiosità di street-photographer e accende la mia immaginazione di narratore per immagini, questa volta il soggetto è un uomo

forse preferendo il sole di questa estate milanese non torrida e  piacevole, disdegna un più comodo e ombreggiato posto a sedere

iPhone camera

venerdì 19 agosto 2016

beach life

è ancora estate, anche se è iniziata la fase calante e siamo ammorbati dalla polemica sul burkini

                                                    Leica M9 - Summicron 50 mm

sabato 13 agosto 2016

allora, prima della grande guerra

Allora, prima della grande guerra, all'epoca in cui avvennero i fatti di cui si riferisce in questi fogli, non era ancora indifferente se un uomo viveva o moriva. 
Se uno era cancellato dalla schiera dei terrestri non veniva subito un altro al suo posto per far dimenticare il morto ma, dove quello mancava, restava un vuoto, e i vicini o i lontani testimoni del declino di un mondo ammutolivano ogni qual volta vedevano questo vuoto. 
Se il fuoco portava via una casa dall' isolato di una strada, il vuoto lasciato dall' incendio rimaneva ancora a lungo. Poiché i muratori lavoravano lenti e attenti, e i vicini più prossimi, come i passanti casuali, quando davano uno sguardo allo spiazzo vuoto si rammentavano della forma e delle mura della casa scomparsa. Così era allora ! 
Tutto ciò che cresceva aveva bisogno di tanto tempo per crescere; e tutto ciò che finiva aveva bisogno di lungo tempo per essere dimenticato. Ma tutto ciò che un giorno era esistito aveva lasciato le sue tracce, e in quell'epoca si viveva di ricordi come oggigiorno si vive della capacità di dimenticare alla svelta e senza esitazione. 

Joseph Roth
La marcia di Radetzky
cap. ottavo


Damals, vor dem großen Krieg, da sich 
die Begebenheiten zutrugen, von denen
auf diesen Blättern berichtet wird, war es noch nicht gleichgültig, ob ein Mensch lebte oder starb. Wenn einer aus der
Schar der irdischen ausgelöscht wurde,
trat nicht sofort ein anderer an seine
Stelle, um den Toten vergessen zu
machen, sondern eine Lücke bleib, wo 
er fehlte, und die nahen wie die fernen 
Zeugen des Untergangs verstummten,
sooft sie diese Lücken sahen. Wenn das 
Feuer ein Haus aus der Häuserzeile der
Straße hinweggerafft hatte, bleib die 
Brandstätte noch lange leer. Denn die
Maurer arbeiteten langsam und bedächtig, und die nächsten Nachbarn wie die zufällig Vorbeikommenden erinnerten sich, wenn sich den leeren Platz erblickten, an die Gestalt und an die  Mauern des verschwundenen Hauses. So war es damals! Alles, was wuchs, brauchte viel Zeit zum Wachsen; und alles, was unterging, brauchte lange Zeit, um vergessen zu werden. Aber alles, was einmal vorhanden gewesen war, hatte seine Spuren hinterlassen, und man lebte dazumal  von den Erinnerungen, wie man heutzutage lebt von der Fähigkeit, schnell und nachdrücklich zu vergessen. 




                                              Canonet QL17 - Fomapan 100

                                           

venerdì 5 agosto 2016

la mattina del cinque di agosto

cento anni fa la vigilia della battaglia per la conquista di Gorizia

circa 50.000 perdite da parte italiana, 40.000 da parte austriaca

la canzone di Gorizia, canto anarchico contro la guerra, composto proprio in quei giorni in trincea da un anonimo soldato

adesso non c'è più nemmeno il confine, grazie all' Unione Europea, anche se rabbiosi nazionalismi stanno rialzando nuovamente la testa

per questo vale la pena di riascoltarla, questa canzone


lunedì 1 agosto 2016

un'estate al mare

lo stesso titolo della vecchia canzone  di Giuni Russo, che a me pare un sapiente mix di kitsch, orecchiabilità e raffinatezza, si sente la mano di Battiato,  in quella che fu la colonna sonora di  una lontana estate degli anni '80



                                                                       iPhone camera