la fotografia nasce da un incontro
il fotografo, la sua persona, le sue emozioni, il suo background culturale, i suoi interessi
e il mondo reale, con cui egli interagisce tramite la sua fotocamera, strumento mediatore tra preconcezione personale e realtà
la macchina fotografica, un mediatore non neutro né passivo, plasmabile dal fotografo ma dotato anche di un certo suo grado di autonomia, di imprevista risposta, strumento in grado di trasformare il reale oltre il mero risultato documentale
in Fotografia però vige sempre il fatto che il risultato prodotto nasce da un’interpretazione del vero di cui il fotografo è stato personalmente testimone
la prima di queste due fotografie è la scena reale che si è offerta al mio sguardo a Venezia e l’impulso a scattare è stato l’atteggiamento della donna in attesa (paziente?) che il suo accompagnatore terminasse di fare le sue fotografie, memore io delle tante occasioni in cui ho vissuto a mia volta la stessa situazione accompagnato da mia moglie, non sempre felice di dovermi aspettare
poi nella seconda immagine ho provato a utilizzare uno di quei potenti strumenti di intelligenza artificiale capaci di modificare le fotografie
come con un colpo di bacchetta magica ho eliminato la figura femminile, stravolgendo così completamente il risultato visivo, lontanissimo dall’impulso emotivo che la scena reale aveva suscitato in me
per me la prima immagine è una fotografia, nel vero senso che io do alla parola
la seconda è solo illustrazione, avrei potuto ottenerla anche senza muovermi da casa utilizzando solo i moderni strumenti di creazione digitali e non dice nulla di me fotografo, del mio porsi e sentire e emozionarmi davanti alla vita vera


Ottima riflessione! 👏
RispondiEliminaCondivido in pieno, se non da' emozioni di alcun genere non vale forse neanche la pena di fotografare
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