la musica
l' arte dei suoni e delle emozioni
come esprimere con un' immagine quello che la musica suscita nell' ascoltatore?
nella sua monumentale Terza Sinfonia, Gustav Mahler ha tentato di esprimere l' intero universo, si è ispirato per i sei movimenti a quel che la Natura "racconta":
Was mir die Blumen auf der Wiese erzählen
Was mir die Tiere im Walde erzählen
... cosa mi narrano le montagne, cosa mi raccontano i fiori del prato, gli animali del bosco, la notte, le campane, l' amore ...
cosa mi racconta la musica?
qualche cosa che evoca il movimento ed il tempo insieme, del resto le parole movimento e tempo sono proprie del linguaggio musicale
la musica scioglie la mente e le emozioni e le fa viaggiare liberamente nel tempo e nello spazio
Nikon DSLR - zoom bursting
lunedì 12 ottobre 2015
lunedì 5 ottobre 2015
keep calm
and carry on
una fortunatissima espressione e un logo grafico che hanno in realtà origini storiche lontane, ideati dal governo britannico a scopo propagandistico per sostenere il morale della popolazione alla vigilia del secondo conflitto mondiale
diventati oggi, dopo la riscoperta negli archivi governativi, un marchio parodiato, copiato e riprodotto in maniera "virale" per i più innumerevoli usi pubblicitari e su internet, i social network e naturlamente le T-shirt
ma la sua declinazione più bella secondo me è quella che ne ha dato il maestro Axelrod
qualcosa che in italiano suonerebbe più o meno così:
tienti calmo e dirigi l' orchestra !
Nikon DSLR
una fortunatissima espressione e un logo grafico che hanno in realtà origini storiche lontane, ideati dal governo britannico a scopo propagandistico per sostenere il morale della popolazione alla vigilia del secondo conflitto mondiale
diventati oggi, dopo la riscoperta negli archivi governativi, un marchio parodiato, copiato e riprodotto in maniera "virale" per i più innumerevoli usi pubblicitari e su internet, i social network e naturlamente le T-shirt
ma la sua declinazione più bella secondo me è quella che ne ha dato il maestro Axelrod
qualcosa che in italiano suonerebbe più o meno così:
tienti calmo e dirigi l' orchestra !
Nikon DSLR
domenica 27 settembre 2015
va', pensiero
il famoso coro del Nabucco verdiano
ma è anche il titolo del giornalino degli ospiti di Casa Verdi, la fondazione voluta dal maestro per accogliere anziani musicisti a riposo, istituita grazie a un legato per quella che Verdi stesso definì "la sua più bella eredità".
un giornalino nato dall' idea, dalla volontà e dall' indomita libertà di pensiero della mia amica Stefania Sina, cantante lirica di fama internazionale ora ospite della Casa.
sul numero di marzo di quest' anno c'è un suo editoriale
desidero qui riproporlo per intero, poichè trovo che leggere queste parole sia benefico e necessario, sono un grande esempio di saggezza, una lezione di vita su cui meditare, davanti al tempo ed all ' età che avanzano.
Ho 86 anni. Qualche volta affiora la tentazione di dire a me stessa che non è vero, che per ora continuo a star bene di salute come prima, poi però si accumulano piccole novità che mi riportano alla realtà.
Si comincia con la difficoltà a leggere i caratteri più piccoli, di un libro o di un giornale, poi si ha l' impressione che da un orecchio i suoni acuti siano meno percepiti, alla sera il sonno tarda a venire.
Ho accettato la mia vecchiaia, senza sentimenti di nostalgia nè di rassegnazione, dando valore alle piccole cose e a semplici gesti che ora riempiono la giornata, come sostare un attimo a guardare sul davanzale un vaso di gerani, oppure leggere un biglietto od una cartolina che ci sono appena arrivati. E' giusto che io impari a vivere non più come prima, perchè ogni età ci chiede ritmi, azioni, impegni diversi.
Per amare l' autunno della vita, è indispensabile accorgersi che anche le foglie cadono quando è l' ora, e in questo senso ognuno di noi ha il suo modo di invecchiare, seguendo il proprio cammino.
Quando si è avanti con l' età, viene naturale riflettere sul proprio passato, perchè quello pesa più del futuro, e proprio i ricordi sono la nostra grande ricchezza. E' in questo senso che ciascuno ha il proprio modo di invecchiare.
Alla mia età alla parola fede dò un significato umano. Ho creduto e credo nella libertà, ho creduto e credo che ogni persona è libera e che questa libertà fonda e qualifica la grandezza di ogni essere umano e di ogni comunità. Credo nell' amicizia e credo nella lealtà.
Sono entusiasta all' idea di tutto quello che posso cominciare a fare, a pensare, a costruire, a imparare: ho davanti... la vita!!!
Mi aiutano molto i marchingegni, i computer, che oggi mi divertono e mi stuzzicano. Purtroppo invecchiare bene vuol dire spendersi molto; la vecchiaia è meno obsoleta con i benedetti personal computer. Cosa fanno i miei coetanei senza desideri? Senza sogni ? Senza passatempi ? Senza speranza ?
Bisogna proprio aiutarli. Intanto insegno a una vecchietta a manovrare un computer.
Ho avuto una vita piena, e se volessi raccontarvi una manciata dei miei ricordi, non basterebbe un giornalino intero.
Vi abbraccio tutti e vado dalla mia vecchietta che mi aspetta per la lezione.
grazie, cara Stefania, per queste tue parole, che ogni tanto mi vado a rileggere, per prepararmi con serenità agli anni a venire
ma è anche il titolo del giornalino degli ospiti di Casa Verdi, la fondazione voluta dal maestro per accogliere anziani musicisti a riposo, istituita grazie a un legato per quella che Verdi stesso definì "la sua più bella eredità".
un giornalino nato dall' idea, dalla volontà e dall' indomita libertà di pensiero della mia amica Stefania Sina, cantante lirica di fama internazionale ora ospite della Casa.
sul numero di marzo di quest' anno c'è un suo editoriale
desidero qui riproporlo per intero, poichè trovo che leggere queste parole sia benefico e necessario, sono un grande esempio di saggezza, una lezione di vita su cui meditare, davanti al tempo ed all ' età che avanzano.
Ho 86 anni. Qualche volta affiora la tentazione di dire a me stessa che non è vero, che per ora continuo a star bene di salute come prima, poi però si accumulano piccole novità che mi riportano alla realtà.
Si comincia con la difficoltà a leggere i caratteri più piccoli, di un libro o di un giornale, poi si ha l' impressione che da un orecchio i suoni acuti siano meno percepiti, alla sera il sonno tarda a venire.
Ho accettato la mia vecchiaia, senza sentimenti di nostalgia nè di rassegnazione, dando valore alle piccole cose e a semplici gesti che ora riempiono la giornata, come sostare un attimo a guardare sul davanzale un vaso di gerani, oppure leggere un biglietto od una cartolina che ci sono appena arrivati. E' giusto che io impari a vivere non più come prima, perchè ogni età ci chiede ritmi, azioni, impegni diversi.
Per amare l' autunno della vita, è indispensabile accorgersi che anche le foglie cadono quando è l' ora, e in questo senso ognuno di noi ha il suo modo di invecchiare, seguendo il proprio cammino.
Quando si è avanti con l' età, viene naturale riflettere sul proprio passato, perchè quello pesa più del futuro, e proprio i ricordi sono la nostra grande ricchezza. E' in questo senso che ciascuno ha il proprio modo di invecchiare.
Alla mia età alla parola fede dò un significato umano. Ho creduto e credo nella libertà, ho creduto e credo che ogni persona è libera e che questa libertà fonda e qualifica la grandezza di ogni essere umano e di ogni comunità. Credo nell' amicizia e credo nella lealtà.
Sono entusiasta all' idea di tutto quello che posso cominciare a fare, a pensare, a costruire, a imparare: ho davanti... la vita!!!
Mi aiutano molto i marchingegni, i computer, che oggi mi divertono e mi stuzzicano. Purtroppo invecchiare bene vuol dire spendersi molto; la vecchiaia è meno obsoleta con i benedetti personal computer. Cosa fanno i miei coetanei senza desideri? Senza sogni ? Senza passatempi ? Senza speranza ?
Bisogna proprio aiutarli. Intanto insegno a una vecchietta a manovrare un computer.
Ho avuto una vita piena, e se volessi raccontarvi una manciata dei miei ricordi, non basterebbe un giornalino intero.
Vi abbraccio tutti e vado dalla mia vecchietta che mi aspetta per la lezione.
grazie, cara Stefania, per queste tue parole, che ogni tanto mi vado a rileggere, per prepararmi con serenità agli anni a venire
lunedì 21 settembre 2015
Vivian Maier a Nuoro
Nuoro, l ' Atene sarda, la capitale culturale dell ' isola, non me ne vogliano Sassari e Cagliari
sta di fatto che, prima quasi assoluta in Italia (salvo che per una breve apparizione tre anni fa a Brescia), Nuoro ospita la bellissima mostra fotografica dedicata a Vivian Maier
fotografa dilettante, autodidatta, una anonima " nanny " presso famiglie borghesi di New York e Chicago, giunta solo post mortem alla celebrità dopo la scoperta casuale del suo immenso archivio fotografico, migliaia di negativi non solo mai stampati, ma talora nemmeno mai sviluppati dall' autrice
la sua vasta produzione di immagini "street" e i suoi speciali autoritratti raccontano l' America degli anni '50 e '60; foto ormai famose grazie al paziente lavoro di John Maloof, che dopo averli scoperti e acquistati " a scatola chiusa " ha curato lo sviluppo, l'elaborazione digitale e la stampa dei negativi e ha creato il sito web dedicato all' autrice, organizzando poi mostre delle stampe e collaborando alla realizzazione del bel film documentario di Charlie Siskel dedicato alla vita della Maier, ai suoi aspetti bizzarri e a volte misteriosi, fino al solitario epilogo
poter vedere "dal vivo" i provini a contatto e le magnifiche stampe analogiche ricavate dai negativi 6x6 scattati con la sua inseparabile Rolleiflex è stata una intensa emozione, nel bello spazio espositivo del MAN di Nuoro.
a tutti consiglio un viaggio entro il 18 ottobre, o in alternativa aspettare l' arrivo della stessa mostra a Milano, previsto per la fine del' anno
sta di fatto che, prima quasi assoluta in Italia (salvo che per una breve apparizione tre anni fa a Brescia), Nuoro ospita la bellissima mostra fotografica dedicata a Vivian Maier
fotografa dilettante, autodidatta, una anonima " nanny " presso famiglie borghesi di New York e Chicago, giunta solo post mortem alla celebrità dopo la scoperta casuale del suo immenso archivio fotografico, migliaia di negativi non solo mai stampati, ma talora nemmeno mai sviluppati dall' autrice
la sua vasta produzione di immagini "street" e i suoi speciali autoritratti raccontano l' America degli anni '50 e '60; foto ormai famose grazie al paziente lavoro di John Maloof, che dopo averli scoperti e acquistati " a scatola chiusa " ha curato lo sviluppo, l'elaborazione digitale e la stampa dei negativi e ha creato il sito web dedicato all' autrice, organizzando poi mostre delle stampe e collaborando alla realizzazione del bel film documentario di Charlie Siskel dedicato alla vita della Maier, ai suoi aspetti bizzarri e a volte misteriosi, fino al solitario epilogo
poter vedere "dal vivo" i provini a contatto e le magnifiche stampe analogiche ricavate dai negativi 6x6 scattati con la sua inseparabile Rolleiflex è stata una intensa emozione, nel bello spazio espositivo del MAN di Nuoro.
a tutti consiglio un viaggio entro il 18 ottobre, o in alternativa aspettare l' arrivo della stessa mostra a Milano, previsto per la fine del' anno
lunedì 14 settembre 2015
juke box
il jukebox è stato uno strumento fondamentale per la diffusione e la fruizione della musica leggera negli anni '60
cinquant' anni prima dell' MP3 e di Spotify, c'era già l' idea di un consumo musicale personalizzato e on demand
naturalmente le dimensioni dell' hardware erano un po' diverse dagli odierni smartphone e iPod...
ogni epoca ha sempre avuto la sua tecnologia d ' avanguardia
Olympus Pen F - half-frame 35 mm - fomapan 100
cinquant' anni prima dell' MP3 e di Spotify, c'era già l' idea di un consumo musicale personalizzato e on demand
naturalmente le dimensioni dell' hardware erano un po' diverse dagli odierni smartphone e iPod...
ogni epoca ha sempre avuto la sua tecnologia d ' avanguardia
Olympus Pen F - half-frame 35 mm - fomapan 100
lunedì 7 settembre 2015
un libro e una bici
un libro e una bici
non serve nient' altro per una giornata di libertà
mi piace l' opportunità che dà il mezzo formato di raccontare una piccola storia accoppiando due immagini nello spazio del singolo fotogramma 24 x 36
non serve nient' altro per una giornata di libertà
mi piace l' opportunità che dà il mezzo formato di raccontare una piccola storia accoppiando due immagini nello spazio del singolo fotogramma 24 x 36
Olympus Pen F - Zuiko 25 mm f 4 - Rollei RPX100
martedì 1 settembre 2015
minaccia di pioggia
venditore di ombrelli in una giornata dal tempo incerto
Leica III del 1934 - Elmar 50 mm - Fomapan 100
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