lunedì 15 settembre 2014

pull the plug

un pub dove staccare la spina

una buona birra per staccarsi un momento dalle preoccupazioni quotidiane

a Graz, in Austria

peccato però che a staccare la spina l' anno scorso siano stati i gestori, ora il pub non esiste più

sono contento perciò di aver atto questa foto, per non  staccare almeno la spina della memoria

è anche a questo che serve la fotografia


mercoledì 10 settembre 2014

some more coffee?

sono tornato alla cascina Femegro, a pochi chilometri dalla metropoli, nel Parco Agricolo Sud Milano

il caos cittadino sembra distante mille miglia, tra le risaie e i campi di granturco
un' ottima meta per aquistare secondo i criteri  del commercio  equo-solidale   prodotti alimentari genuini direttamente dal produttore , per dare una mano  a mantenere viva e vitale un ' economia agricola, una "way of life"  

qualche immagine l' avevo già mostrata in  questo blog nel post dedicato al vecchio mulino, un soggetto sempre affascinante, insieme ad altri attrezzi agricoli della cascina:

una palestra per un esercizio fotografico  di bianco e nero analogico e per mettere di nuovo alla prova  il Caffenol, l' incredibile ed ecologico rivelatore  "a chilometro zero" di cui ho già parlato 








                                                      Leica M6 - Fomapan 100

sabato 6 settembre 2014

animal farm

      ALL ANIMALS ARE EQUAL
       BUT SOME ANIMALS ARE MORE 
         EQUAL THAN OTHERS

"Gentlemen", concluded Mr Pilkington, "gentlemen, I give you a toast: To the prosperity of Aninal Farm !"

"Gentlemen", concluded Napoleon, "I will give you the same toast as before, but in a different form.
Fill your glasses to the brim. Gentlemen, here is my toast: To the prosperity of the Manor farm !"

The creatures outside looked from pig to man, and from man to pig, and from pig to man again; but already it was impossible to say which was which

George Orwell





                                Leica M6 - Fomapan 100 in Caffenol - C - M

martedì 2 settembre 2014

la fotografia

la fotografia ha preso irreversibilmente la via della tecnica digitale

pur restando un fenomeno strettamente fisico, legato a fotoni ed elettroni, micro-correnti e silicio, è diventata sempre di più e viene fruita come qualcosa di immateriale e  di  virtuale 

pixel luminosi, immagini evanescenti che transitano per pochi secondi davanti al nostro sguardo su schermi e "device" temporanei e che poi, se non rapidamente cancellate, forse restano giacenti, sepolte sotto forma di invisibili file,  in altrettanto evanescenti strumenti di memoria digitale 

ben altra cosa è stata la fisicità  della fotografia

per i suoi primi 150 anni  ha vissuto grazie a tangibili supporti, vetro, tela, celluloide, carta e a misteriosi intrugli  di sali e metalli,  interagenti con pozioni dalle venefiche esalazioni

ma è grazie a questa sua  così pesante corporeità che oggi  possiamo ancora  guardare con emozione,  sentendole pesare  tra le mani e toccando la loro matericità, immagini, rinvenute forse  in vecchie scatole dimenticate in una polverosa soffitta,  realizzate decine di anni fa dai fotografi che ci hanno preceduto

impossibile allora  non porsi la domanda di come sarà tra qualche decennio:
se tra venti o cinquant'anni chi verrà dopo di noi riuscirà ancora a visionare le nostre immagini, le testimonianze fotografiche che crediamo di lasciare di noi stessi, su   supporti elettronici probabilmente destinati a finire in qualche discarica, quelle labili combinazioni di pixel  e di bit  che produciamo oggi 

sono pensieri e interrogativi che mi sono venuti in mente leggendo  la poetica definizione che  Arrigo Boito, lo scrittore e librettista di Verdi, ha dato   ai suoi  tempi ancora pionieristici:

fotografia, arte nata da un raggio e da un veleno











Post Scriptum
curiosamente, il giorno dopo questo mio post, Ming Thein sul suo blog ha scritto sullo stesso
argomento delle interessanti considerazioni

sabato 30 agosto 2014

a taste of coffee

ecco i miei primi risultati con il Caffenol

un  rilevatore fotografico per pellicole in bianco e nero a base di caffè, che ci si può preparare da soli in casa, con semplici prodotti  reperibili al supermercato, a poco prezzo e basso impatto ambientale

una vera emozione e sorpresa aprire il  tank di sviluppo  e scoprire che questa brodaglia  funziona per davvero, che i negativi hanno una bella gamma tonale, le ombre ben dettagliate,  le alte luci ben controllate, la grana ben contenuta

la fotografia digitale è pratica, comoda, veloce, accessibile anche ai meno esperti  e perciò è "democratica" e avvicina la gente alla fotografia, alla cultura della comunicazione attraverso   l 'immagine

oggi è indispensabile

ma la fotografia analogica è tutto un altro piacere, è senz' altro più divertente, con i suoi aspetti  artigianali e di sperimentazione, è   la filosofia dello slow-food applicata alla fotografia

se tornate su questo blog, a breve altre immagini sviluppate col Caffenol







                          Leica M6 - Fomapan 100 in Caffenol  - C- M, 14 min @ 20°C

domenica 24 agosto 2014

novecento

museo del novecento, Milano

all' interno si può ammirare bella arte moderna del XX secolo

guardando invece all' esterno attraverso  le grandi   vetrate c'è lo spettacolo dell ' architettura gotica del duomo





 






                                        Leica M3 - Fuji Neopan 400

venerdì 15 agosto 2014

would you like a coffee ?

gradisce un caffè?

no, la domanda  non è rivolta al fotografo, ma alla pellicola !

da alcuni anni. in rete sono nati gruppi di fotografi entusiasti della scoperta che si possono sviluppare le pellicole in bianco e nero con il ...  caffè !

sì, proprio così, è possibile prepararsi da soli i n casa, con prodotti ecologici, non inquinanti e facilmente reperibili anche sui banchi del supermercato, un rivelatore fotografico molto affidabile, economico e capace di fornire ottimi risultati

l' insieme delle varie formule possibili va sotto il nome di Caffenol

i prodotti base che lo compongono sono tre

-  il carbonato di sodio (Na2CO3, attenzione, non il bicarbonato), ossia la comune soda da bucato che usavano le nostre nonne, più conosciuta come Soda Solvay, che serve a creare l' ambiente alcalino

-  l' acido ascorbico, nient' altro che la vitamina C (C6H8O6)

-  il caffè solubile, una delle comuni miscele istantanee tipo Nescafè, anzi, viene raccomandato di usare il tipo meno pregiato,  piu ricco di acido caffeico (C9H8O4), che è il  principale agente della formula, un composto fenolico che agisce come riducente sull' alogenuro d' argento del negativo

si possono trovare tutti i dettagli sull ' ottimo blog di Reinhold,   su questo libro di ricette dedicato al Caffenol,  oltre che su molti altri siti che è divertente scoprire in rete

insomma, mi è venuta una gran curiosità, una gran voglia di provare anch' io  e ho preparato
la soluzione nella mia camera oscura domestica

ma funzionerà davvero questo  puzzolente intruglio scuro, dall' aspetto peggiore del peggior
caffè americano ?

la risposta in un prossimo post ...